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Barbie, il live action: le strategie di comunicazione in atto
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Barbie, il live action: le strategie di comunicazione in atto

Il secondo trailer dell’attesissimo film di Barbie è stato rilasciato solo pochi giorni fa ma ha già fatto scatenare il web, tre mesi prima dell’uscita ufficiale, fissata al 20 luglio.

Il secondo trailer dell’attesissimo film di Barbie è stato rilasciato solo pochi giorni fa ma ha già fatto scatenare il web, tre mesi prima dell’uscita ufficiale, fissata al 20 luglio. Il web è stato letteralmente invaso da meme, foto e riproduzioni delle locandine del film che sembra essere il live-action più atteso dell’estate. Merito, questo, sicuramente del cast stellare coinvolto: si va dai protagonisti Margot Robbie, nel ruolo dell’iconica bambola, e Ryan Gosling nel ruolo di Ken, per arrivare ad attori già noti al pubblico quali Emma Mackey, Nguti Gatwa, Nicola Coughlan, Connor Swindells e persino Dua Lipa, al suo debutto cinematografico. Solo per citarne alcuni. Ma come è stata possibile la creazione di tutto questo “hype”? Sicuramente, l’adozione di tutta una serie di strategie di comunicazione mirate ed efficaci. Vediamo insieme le principali.

  1. Mantenimento di un’aura di mistero.
Il team di Barbie sta tenendo sostanzialmente nascosta la trama, rilasciando solo poche immagini e dettagli alla volta grazie ai trailer, in maniera tale da attrarre il pubblico, mantenerlo sulle spine e creare aspettativa.
  1. Warming up dei clienti con largo anticipo.
Con il termine warm up si intende il processo di “riscaldamento” del pubblico in fase di prevendita, in maniera tale da generare i lead (ovvero i clienti potenziali) con buon anticipo. Infatti, l’uscita del film di Barbie è prevista solo dopo metà luglio, ma già da adesso, la campagna di promozione è nella sua fase attiva. Questa strategia può essere definita come “long lead time” ovvero una preparazione, un riscaldamento del pubblico che avviene già a partire da 2-4 mesi prima del lancio effettivo.
  1. Diversità ed inclusione.
Già dai trailer e dalle immagini del cast postate sui vari social si capisce come il film si rivolga a generazioni diverse e risulti inclusivo, grazie anche ai personaggi inseriti.
  1. UGC: User Generated Content.
Con il lancio del secondo trailer, sono state condivise per ogni membro del cast delle grafiche personalizzate nel tipico stile della confezione di Barbie. È stato creato quindi, sulla base di queste immagini, un sito web dove chiunque può scattare il proprio Barbie selfie, corredato da una descrizione sulla tipologia di Barbie o di Ken e, soprattutto, su ogni immagine è presente la data d’uscita del film. Grazie a questa strategia, con la condivisione sui social di centinaia di selfie in stile Barbie, la campagna pubblicitaria ha aumentato notevolmente la sua visibilità, in particolar modo su quella fascia di pubblico definita millennials (ovvero coloro che sono nati tra il 1980 e il 1996) in quanto si associano alla Barbie, la bambola per eccellenza della loro infanzia, al contrario dei ragazzi della generazione Z che non hanno questo forte legame con Barbie. Insomma, l’adozione di strategie mirate in base all’esigenza del particolare prodotto da lanciare o promuovere può portare a dei risultati sorprendenti. Se anche tu sei interessato a promuovere il tuo prodotto in maniera efficace, noi di Mediability siamo a tua disposizione per guidarti ed elaborare insieme la strategia migliore e più adatta alle tue esigenze. Contattaci per saperne di più!

Immortalare un soggetto significa anche trasmettere un messaggio, raccontare una storia. Uno dei modi più efficaci per farlo è quello di giocare con le tonalità e i contrasti della nostra composizione, suscitando così diverse sensazioni in chi la guarda.

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